ABECEDARIO D’ESTATE

Pantelleria, l’isola vulcano, istinto di bellezza

  1. Pantelleria al suo primo impatto può sembrare meteo inaffidabile, difficoltà di approdo, quasi ostilità di discese a mare, ma questo nasconde il suo carattere forte, senza mediazioni e compromessi, di soli colori forti, di soli sapori intensi, di orizzonti sconfinati e di piccolezze incredibili. Ti restituisce la tua semplicità e la tua capacità di accorgerti del vento e del freddo, del camminare e dell’aver fame, del fermarti e del bere del buon vino. Una vita capace di diventare la tua emozione più profonda e più istintiva. Pantelleria vulcano istinto di bellezza.
 
  1. Il nome dell’uva pantesca, di origine alessandrina probabilmente, è zibibbo. Uva squisitamente dolce, dal colore oro, coltivata ad alberello, oramai patrimonio dell’Unesco, in una conca scavata nel terreno, perché sia difesa dal vento, ricca di zuccheri per il terreno caldo del vulcano, e capace di nutrirsi dalla rugiada custodita. Si coniugano così l’agricoltura eroica e la regalità di un prodotto unico nel suo gusto. Da questa uva viene prodotto poi il famoso Passito di Pantelleria, così apprezzato e conosciuto in tutto il mondo.
 
  1. Scirocco è il nome della terra calda; maestrale è il nome della terra che sente freddo; levante e ponente sono i nomi della terra che aspetta e che prepara; grecale e libico sono i nomi della terra che si fa promessa di viaggio. Quando il vento viene a terra come cielo e come mare disegna sul volto dell’isola riflessi di libertà. Permette all’isola stessa di viaggiare, si spostarsi nella sua leggerezza e di raggiungere i confini del sorgere del vento. I volti delle persone, il muoversi degli alberi, le onde del mare, la stabilità delle pietre nere di lava diventano il corpo dell’isola che danza tra le braccia forti del vento, e, i più attenti, riescono anche a sentire la musica con cui danzano il vento e l’isola, e toccano la felicità quando l’isola, convinta di non essere ascoltata, sussurra al vento il suo amore per lui.

E voi verrete ad assaggiare lo zibibbo?