La terapia del cappero

Tra i capperi

A Pantelleria dalla metà di maggio ci si alza prima del sole. È il tempo della raccolta dei capperi. 

Un’arte delle mani che ti raccoglie intorno ad una pianta. Un mestiere duro che testimonia la vocazione agricola dell’isola. 

Ma la raccolta dei capperi è anche una terapia dell’anima. Quando diventa il modo di concludere una giornata frenetica, il momento in cui ci si ferma, nel silenzio e nella luce del tramonto, a raccogliere i pensieri insieme ai frutti di questa pianta selvaggia.

Il cappero cresce impervio, tra le rocce, sulle scogliere, negli angoli più inaspettati. Una pianta elegante e generosa, il cui fiore – il cappero – viene raccolto prima che sbocci, e il frutto – il cucuncio – appena qualche settimana dopo. 

La raccolta del cappero è un rito che ci accompagna per tutta l’estate, per poi procedere alla salatura affinché questo concentrato di sole, mare, vento e sale custodisca sulla nostra tavola il gusto di Pantelleria per tutto l’anno.

Capperi a mare

La zucchina pantesca

Zucchine pantesche

Ognuno di noi ha un proprio “comfort food”, un cibo dell’anima, o meglio un piatto, capace di restituirci il sorriso anche nelle giornate più difficili. Nel mio caso c’è almeno un “comfort food” diverso per ogni stagione e soprattutto per ogni luogo. Nel caso di Pantelleria, non c’è anno in cui non aspetti con trepidazione la stagione delle zucchine pantesche, più piccole e rotonde, di colore verde chiaro e soprattutto, di una dolcezza unica. Solitamente il festival delle zucchine a Pantelleria si celebra tra maggio e giugno. Le coltivazioni si scorgono sui terrazzamenti dell’isola e le piante bassissime affondano nel suolo vulcanico e quasi sabbioso.

Per quanto riguarda la modalità di preparazione si scatena spesso il dibattito in casa. Mia madre, Ariane, grande mangiatrice di pasta, le vorrebbe tagliate a rondelle, buttate nell’olio d’oliva bollente e poi usate come condimento per un piatto di spaghetti al dente. La mia ricetta preferita è invece quella che chiamo “zucchina a barchetta”, ovvero una zucchina ripiena di zucchina. Di seguito i dettagli se avrete la possibilità e la voglia di cimentarvi con questa delizia.

La lista della spesa:
Zucchina pantesca (1 a persona)
Pomodorini, una manciata
Capperi di Pantelleria, un pugno precedentemente dissalato in acqua
Aglio, uno spicchio
Basilico, a volontà
Formaggio primo sale, una fetta da tagliare a cubetti
Olio di oliva q.b.
Sale, q.b.

Ai fornelli:
Tagliate le zucchine a metà per lunghezza. Scavate la polpa con delicatezza cercando di non incidere la buccia e lasciando poca polpa all’interno. Fate cuocere la parte esterna delle zucchine per circa 20 minuti in forno ventilato. Nel frattempo tagliate la polpa a cubetti piccoli, fate rosolare uno spicchio di aglio con un po’ di olio di oliva e un po’ di peperoncino se vi piace. Buttate in padella i pomodori tagliati a metà, con i capperi precedentemente dissalati in acqua e aggiungete il basilico. Fate appassire i pomodorini a fiamma media e aggiungete le zucchine. Fate cuocere per circa 10 minuti, salate se necessario (considerate che i capperi restano comunque molto sapidi).

Nel frattempo tagliate il formaggio primo sale a cubetti piccoli e riempite le vostre barchette con il condimento di zucchine pantesche, un po’ di formaggio e un altro po’ di basilico. Rimettete in forno per 10 minuti (il tempo necessario a far sciogliere il formaggio e amalgamare gli ingredienti).

Gustatele davanti al mare.